Ascoltarsi?

8 febbraio 2012 Nessun commento

Si ascolta sempre meno al giorno d’oggi; e non parlo di tv o radio. Parlo dell’”ascoltarsi”. Ascoltare una persona che ti parla, ascoltarla davvero e non facendo finta di annuire come quando da ragazzini a scuola ascoltavamo un insegnante. Ascoltarla guardandola negli occhi e cercare di capire cosa sta dicendo, cosa ci sta dicendo, cosa vuole lasciarci con queste parole. Non è iniziato nel migliore dei modi questo 2012; alcune cose non sono andate per il verso giusto e alla fine dopo tanto penare, dopo tanta solitudine, anche il mio ultimo “baluardo” della memoria passata se n’è andato condannando all’oblio tutti i ricordi di un’epoca che fu. Quando un nonno ci lascia è davvero una brutta cosa; non puoi far a meno di pensare a quante ne ha passate, di quante cose ha visto nella sua vita e di quante cose ti ha saputo dare con i suoi racconti. Mio nonno non è mai stato un gran parlatore, piuttosto una presenza fatta di parole borbottate con voce bassa, di nuvole di fumo che lo circondavano pressoché sempre, di occhiate e silenzi. Ma nonostante i suoi silenzi, nonostante fosse il “nonno della domenica”, molto distante dal ruolo che i nostri genitori da “nonni” stanno interpretando adesso, era pur sempre qualcuno che sapeva esserci. Non ricordo una festa “importante” da ragazzino dove non ci fosse, sono pochissime le estati che non ha trascorso con la nonna e con noi al mare. Seduto lì, al fresco nell’angolo sotto al patio con la sediolina di legno sgangherata, il posacenere a portata di mano e l’immancabile sigaretta fra i “labbroni”…
Non mi ha mai raccontato molto di se, della sua vita da ragazzo ma immagino che l’adolescenza di quegli anni non fosse davvero una gran cosa. Nella mia di adolescenza c’è sempre stato però; tante sono le volte che m’è venuto a prendere a scuola quando con falsi dolori e acciacchi lo facevo chiamare dal preside. La fortuna di avere un nonno a portata di scuola a volte non la si considera, ma spesso è stato il mio lasciapassare per la libertà “scolastica”.
E adesso tutto questo è relegato ad una piccola parte della mia testa, confuso da mille ricordi e da mille rumori che lo confondono…
Ed osservo mio padre che gioca con mia nipote, provo a parlargli e mi chiedo; quand’è che ha smesso di ascoltarmi?? Quand’è che la vita ha messo la quinta ed ha accelerato a tal punto da rendere la mia voce un rumore indistinto? Ed immagino un ipotetico me stesso fra 30 anni; rompicoglioni già lo sono, “polemico” come ama chiamarmi un mio caro amico, ma spero davvero di non essere diventato anche io sordo….

Categorie: Tag:

Ciao Patrizio.

27 gennaio 2011 Nessun commento

Quando si conoscono molte persone nella propria vita è da mettere in conto che spesso a qualcuna bisognerà dirle arrivederci. Amicizie e rapporti nati dallo scambio di quattro chiacchiere davanti ad una tazzina di caffè la mattina di corsa in un bar, colleghi, fratelli ed amici che percorrono con te parte della strada che il destino ti porrà dinanzi.
Ogni volta che questo accade è sempre un dolore improvviso a fare spazio nel quotidiano: dal momento in cui la notizia ti arriva, fino a quando stanco non riesci a pensare ad altro.
Un’altra bella persona che ha preso parte alla mia vita è volata via: la prima persona che ho avuto modo di conoscere quando la mia avventura lavorativa a Via Lepanto ebbe inizio. Il primo problema risolto al negozio aprì la strada ad una bella amicizia che nonostante l’allontanamento dal negozio non si è sopita. E così Patrizio è andato via: amico dai mille aperitivi consumati di sabato fra una ricarica ed un’altra.
Con l’avvento di facebook quasi non hanno più senso necrologi od epitaffi: ed anche nel suo caso sulla sua bacheca c’è stato un lungo e doloroso susseguirsi di ricordi belli, di momenti piacevoli di vita vissuta con te. Di quasi tre anni vissuti a Via Lepanto porterò sempre nel cuore il tuo viso allegro e gioviale. La tua fiducia nei miei confronti e il tuo dolce modo di fare. Mi hai donato tanti bei momenti, tante perle di saggezza. La musica al matrimonio di mia sorella è stata opera tua e te ne sarò grato per il modo e la professionalità che anche in quell’occasione hai dimostrato.
Come sempre dinanzi all’improvviso mille e più domande mi vengono in mente; mille e più cose da dirti che non ho detto…. Aspetterò inutilmente la tua telefonata di ritorno dalla Sicilia sapendo che non ci sarà mai più…

Troppe cose lasciate in sospeso… spero tanto che i tuoi figli possano avere la forza, la costanza, la tenacia e la perseveranza di portare avanti tutti i tuoi progetti…. Ma del resto sono figli tuoi… non credo che ti deluderanno…
Ti abbraccio adesso che sicuramente starai organizzando qualche magnifico spettacolo lassù…
Come mi chiamavi tu…. “Grande Marco”…..

Categorie: Tag: , , , , ,

Il peso e le decisioni

24 aprile 2010 Nessun commento

Ti rendi conto così all’improvviso di quanto possa pesare una decisione e ti fa 1001 problemi su lerpchè l’hai presa, su cosa accadrà a seguito di quello che tu hai deciso… Quali nuove opportunità ti si apriranno e cosa accadrà a tutto quello che tu hai seminato…….

Categorie: Tag:

Ciao Raimondo…..

17 aprile 2010 Nessun commento

è un po’ come quando si perde una persona di famiglia, una famiglia molto allargata. Quella dei ragazzi come me che sono cresciuti con la televisione degli anni ’80. Quella dove c’era BIM BUM BAM, Five e Uan.. Quella dove ad ora di pranzo c’era il pranzo è servito con la corsa ai contenitori, quella che la sera del giovedì c’era Mike Buongiorno co il suo immancabile SuperFlash, Telemike e via dicendo… E quella dove c’erano anche loro. Sandra e Raimondo con la loro sana e genuina comicità. Li guardi nelle vecchie foto di scena, nei fermo immagine dei loro spettacoli televisivi e sorridi quasi con le lacrima agli occhi. Pensi a quant’è buffa la vita: due personaggi uniti nel loro intimo in un intimo che invece non era più, perchè loro il loro intimo l’hanno reso pubblico permettendoci di sorridere durante le lunghe nottate di casa vianello. In quel letto ci siamo stati tutti insieme con “Che barba che noia che barba” e quei piedi che spingono sempre più in su la coperta. Chiunque di noi almeno una volta li ha emulati ne sono sicuro, me compreso.

E fa male vedere le foto di Sandra oggi, pubblicate da Repubblica, nel giorno più brutto della sua vita, nel giorno in cui le è stata strappata la persona che l’ha accompagnata per tanti anni. Fa male sapere che questo strappo verrà ricucito molto brevemente, perchè dopo tanti anni insieme da soli non si può stare.

E ci si lascia andare, perchè sicuramente aspettare tanto non ha alcun senso. Non ha senso per nessuno, tantomeno per loro…

Lascio questa foto, tre grandi persone che hanno accompagnato la mia infanzia “televisiva”……..

e alla fine arriva l’iPad

12 aprile 2010 Nessun commento

Ebbene si, complice un amico che ha trascorso le vacanze pasquali a New York ed affetto da quella malattia tecnologa che mi assale ogni volta che vedo la mela questo pomeriggio hanno fatto la loro bella comparsa al negozio due iPad da 16gb appena giunti dagli States. Il primo di Totorino ed il secondo mio. Costo dell’operazione poco meno di 500€ ma aprire la scatola di questo giocattolo e vedere li una tavoletta da 10″ che non aspetta altro che essere collegata credetemi non ha prezzo! Anche adesso che sono a letto e aggiorno il blog resto senza parole. É facile da usare in perfetto stile mac, bella ed elegante; leggermente “pesante” e forse poco pratica da tenere in mano ma davvero unica nel suo genere! Si è ovviamente sincronizzata perfettamente col minimac e con la rete wifi di casa e da li il gioco è stato facile!
La tastiera virtuale è sufficientemente comoda da permettere di scrivere questo articolo, però spesso si preme involontariamente il tasto invio e il rigo va a capo.
Confermo che l’Ipad non si carica alle normali porte USB anche se queste sono connesse direttamente con un HUB 2.0 alimentato. Dovremo necessariamente usare il suo alimentatore… Poco male, tanto sembra che la batteria sia eterna!!
Ho installato un paio di giochi sviluppati direttamente per iPad e vi assicuro che è davvero magnifico giocare con questa “tavoletta”…..

A breve altre info!!!

Categorie: Tag:

Il cliente NON ha sempre ragione

1 marzo 2010 Nessun commento

Oggi davvero non riesco a mandare giù il comportamento di un cliente. Chi mi conosce sa che facilmente perdo la pazienza con chi con me divide lavorativamente il quotidiano, ma sa altrettanto bene che raramente perdo la pazienza con un cliente. Cerco sempre di adottare quel principio mai scritto che dice “Il cliente ha sempre ragione”; ma oggi no.

Sono stanco e stufo di dover mandare giù certi rospi, e non venitemi a dire che chi sta nel commercio deve saper affrontare ed accettare certe cose. Passatemi il termine ma ne ho davvero le palle piene.

Io oltre ad essere un “venditore” sono anche un cliente: sono un cliente quando aspetto pazientemente il mio turno in banca od alla posta. Sono un cliente quando vado a compare qualcosa in un centro commerciale ed aspetto che un commesso mi chieda cosa desidero. Sono un cliente che manda in assistenza il suo cellulare da 500 euro ed aspetta pazientemente il mese o poco più che gli è stato preventivato di attesa e non chiamo ogni 48 ore come fanno in tanti.

Magari questo mio atteggiamento paziente viene da questi anni di banco, ma se mi guardo indietro non mi vedo molto diverso da quello che sono adesso.

In 32 anni non mi sono mai, e dico mai, anche dinanzi a situazioni piuttosto palesi, permesso di negare quanto mi è stato detto: qui non si tratta di essere o meno un buon cliente. Piuttosto si parla di essere o meno una persona civile, una persona che dinanzi alla ragione riconosca di avere torto e sappia comportarsi in maniera civile.

Ed invece in meno di due ore lavorative oggi un “cliente” ha avuto la capacità di farmi piombare nel baratro del nervosismo e di farmi camminare sul filo della maleducazione, in un evento che fra l’altro a dirla tutta non mi vedeva nemmeno coinvolto al 100%…

Queste sono le cose che davvero mi fanno rimpiangere certe mie scelte.. Anche adesso, alla luce di quanto accade nel nostro settore….

Categorie: Tag:

Terre del Principe, un anno dopo (quasi)….

28 febbraio 2010 Nessun commento

Sono in giornate come queste che Riscopri il vero senso dell’amore ed il potere che esso può avere nel condizionare la vita di qualcuno…

Vi direte… da dove stai tornando di così importante?? Un viaggio della speranza? Un incontro mistico??Assolutamente no…

Sono di ritono da una magnifica giornata trascorsa all’azienda “Terre del Principe” in compagnia dei superbi padroni di casa Manuela e Peppe e di un nutrito gruppo di amici, compagni di bevute e “mangiate”….

Il posto è incantevole, per arrivarci abbiamo dovuto fare qualche piccolo giro di troppo (i navigatori hanno spesso ragione…se si desse loro l’opportunità di esprimersi…), ma l’attesa è valsa davvero la pena. Alle pendici di una collinetta in località Squille a Castel Campagnano in provincia di Caserta c’è questa simpatica tenuta, un grande casale di campagna che bene si presta al sogno di Manuela e Peppe; si perchè in realtà non voglio parlare del magnifico pranzo che ci hanno fatto gustare, nè tantomento del superbo vino che abbiamo provato (tanto e buono) ma del loro sogno…

Permettemi di dire, e non me ne vogliano i diretti interessati, che semmai un giorno potessi scegliere come “invecchiare” è esattamente come lo faranno Manuela e Peppe. Figli di scelte diverse nel corso degli anni hanno costruito se stessi separati, preparandosi in maniera inconsapevole a quello che un giorno li avrebbe condotti a dove sono adesso. Forti del coraggio che solo l’amore (o la follia) può dare si sono rimboccati le maniche ed hanno costruito qualcosa.

Esatto; la parola giusta è costruire. Una parola che al giorno d’oggi spaventa ed incute timore. Non si costruisce in questa realtà, non se ne ha il coraggio. Si rincorre futilmente un sogno senza renderci conto che a volte basta fermarsi e questo desiderio irrealizzabile ti travolgerà con l’impeto di un mare in tempesta e tu non potrai fare null’altro che sorridere e dire; “eccomi sono qui“.

Vi dicevo che vorrei invecchiare come lo faranno loro perchè credo che non ci sia nulla di meglio, che non si possa ambire a nulla di più che trascorrere la propria vita con chi ami accanto ed in questo caso non parlo solo di amore fra due persone, ma amore assoluto.

Amore per la donna o l’uomo che ami, amore per la terra che osservi giorno dopo giorno e che dopo tanta cura ed amore ti da i suoi frutti. L’amore per il tuo lavoro, che dopo tanti sacrifici ti riesce a dare quello che tu desideri… Amore per i due cuccioli Pallagrella ed Ortole che ti gironzolano fra i piedi con la loro smisurata voglia di coccole..

Quell’amore che “muove il mondo” come recita qualche cantante e che puoi percepire a pochi km da Napoli salendo fin lassù..

E così osservi queste due magnifiche persone accoglierti in casa loro con lo stesso sorriso di sempre, il sorriso di chi sa che finalmente la vita gli ha dato quello che cercavano. E li ascolti parlare della loro vita “prima”, del loro sogno, del loro inseguirsi, del loro trovarsi e finalmente del coronamento del loro sogno. E fra bottiglie di vetro, tappi di sughero, etichette di “Le Serole” e enormi silos, ti lasci permeare da questa sensazione di “bene” e di “intesa” e sorridi. E così non pensi ai tanti (troppi) problemi che affliggono il quotidiano e ti lasci guidare da questo stato di “benessere” fino a tavola dove ad accoglierti trovi la portentosa cucina di Maurizio il fratello di Manuela che non smetterà mai di stupirmi.

Anche oggi ha avuto modo di esprimersi con uno spettacolo culinario di squisita bontà senza lasciare nulla al caso; dal menù stampanto personalizzato al menù “personalizzato” per chi non ama la carne. Non vi scrivo tutto quello che abbiamo mangiato perchè non voglio descrivere il lato culinario ma come vi ho detto avevo voglia di lasciare una traccia “emozionale” della giornata trascorsa.

Spero che, con queste poche righe, a qualcuno venga davvero la voglia di fare un giro e provare di persona quello che ho provato io…..

Ah… per chi se lo stesse chiedendo….. Queste sensazioni le ho provate ben prima di “bere”…………

Categorie: Tag: , , , ,

Campanellino

22 febbraio 2010 Nessun commento

Tu non immagini nemmeno quanto ti amo…

Come viene raccontato in un film a me molto caro (Holidays.ndM) esistono vari tipi di incontro e questo di cui parlo è davvero un “bell’incontro”.

Ci sono istanti che non pensi mai di poter rivivere, attimi di vita che per quanto sono forti possono finalmente lasciarti “senza fiato”. Sono i momenti migliori, i pensieri felici. Quelli che ti fanno sorridere nel mezzo di una giornata al solo pensiero. Sono le fughe che architetti dagli impegni, dal quotidiano pur di poter vedere un sorriso, strappare un bacio dalle labbra, poter ricevere un abbraccio.. Sono gli attimi che trascorri con chi senti di amare.

Quegli attimi che credevi di aver perso, credevi che ti fossero stati preclusi per sempre e non certo per fare il melodrammatico. Poi all’improvviso inciampi in un campanellino che suona “solo” per te… e ti rendi conto che quella pausa forzata da certe sensazioni è un ricordo lontano. Quei ricordi di sofferenza sono un ricordo lontano e ritorni finalmente a sorridere. E’ come se ti svegliassi finalmente da un lungo sonno…..

E si torna quindi a scendere in pista……

Categorie: Tag:

e se fosse ancora presto???

28 dicembre 2009 Nessun commento

Ok ci ho provato, oggi ho fatto una piccolissima prova: ho visto fino a che punto potevo ascoltare certa musica senza fermarmici troppo a pensare… Non è venuta fuori una gran bella cosa: flash nitidi, attimi di vita, profumi, calore, colori di divani di una casa non mia, fruscii di lenzuola, tapparelle abbassate a riparare dal calore estivo, l’afa di una città non mia, gelati che si sciolgono troppo in fretta come le promesse.
E sogni infranti??Ma erano realmente dei sogni?? O era la idealizzazione di qualcosa che sapevo benissimo di non poter ottenere????

Categorie: Tag: , , , , , , ,

Piccola Gita Romana

7 dicembre 2009 Nessun commento

Categorie: Tag: